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Spondilosi cervicale

 
Autore: Alexey Portnov, medico di famiglia
Data di creazione: 10.07.2012
Ultima revisione: 27.10.2025

La spondilosi cervicale, ovvero l'osteoartrite della colonna cervicale, porta alla stenosi del canale e, con la proliferazione del tessuto osseo (osteofiti) a livello inferiore della colonna cervicale, alla mielopatia cervicale, talvolta con coinvolgimento delle radici nervose cervicali inferiori (radicolomielopatia).

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Le cause spondilosi cervicale

La spondilosi cervicale dovuta a osteoartrosi è comune. Talvolta, soprattutto in presenza di un canale spinale congenitamente ristretto (< 10 mm), porta alla compressione del midollo spinale con lo sviluppo di mielopatia. Gli osteofiti del forame intervertebrale, più spesso a livello di C5-6 e C7-8, possono portare allo sviluppo di radicolopatia. Le manifestazioni sono determinate dalle strutture coinvolte. Un canale spinale congenitamente ristretto aumenta il rischio di spondilosi cervicale.

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Sintomi spondilosi cervicale

La compressione del midollo spinale solitamente provoca paresi spastica e/o parestesia gradualmente ingravescente a livello di mani e piedi, con possibile aumento dei riflessi. Sono possibili deficit neurologici asimmetrici non segmentali, aggravati da colpi di tosse o manovra di Valsalva, e sindrome centromidollare. Col tempo, compaiono atrofia muscolare e paresi flaccida degli arti superiori a livello della lesione, associate a spasticità al di sotto di tale livello.

La compressione delle radici nervose provoca l'insorgenza precoce di dolore radicolare, che può poi dare origine a debolezza, riduzione dei riflessi e atrofia muscolare.

La spondilosi cervicale deve essere presa in considerazione quando un paziente anziano con osteoartrite o dolore radicolare a livello C5 o C7 presenta deficit neurologici caratteristici.

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Diagnostica spondilosi cervicale

In caso di sintomi di danno alla radice cervicale o al midollo spinale, sono indicati la risonanza magnetica e gli studi elettrodiagnostici (EMG, potenziali evocati somatosensoriali e motori). La radiografia della colonna vertebrale con visualizzazione delle aperture intervertebrali in proiezioni oblique rivela osteofiti e riduzione dell'altezza dei dischi intervertebrali, ma la sensibilità e la specificità di queste alterazioni sono basse. Se il diametro sagittale del canale spinale nella regione cervicale è inferiore a 10 mm, il rischio di compressione del midollo spinale è elevato.

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Trattamento spondilosi cervicale

Talvolta i sintomi della spondilosi cervicale regrediscono o si stabilizzano spontaneamente. Il trattamento conservativo prevede l'uso di un collare ortopedico morbido e l'assunzione di FANS o altri analgesici blandi. La spondilosi cervicale viene operata mediante laminectomia decompressiva, indicata per la mielopatia compressiva, e per la radicolopatia, qualora il trattamento conservativo sia inefficace e/o vi sia conferma elettrodiagnostica di disfunzione neurologica.

In caso di coinvolgimento del midollo spinale, è necessaria una laminectomia. L'approccio posteriore riduce la compressione, ma preserva gli osteofiti anteriori, e potrebbero svilupparsi instabilità spinale e cifosi, motivo per cui l'approccio anteriore è oggi sempre più utilizzato. Nella radicolopatia isolata, è indicato il trattamento non chirurgico con FANS e l'uso di un collare ortopedico cervicale morbido. Se inefficace, potrebbe essere necessaria una decompressione chirurgica.